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Valentino Rossi vence e fatura seu quarto título de MotoGP

Das agências internacionais
Em Phillip Island (Austrália)

   O espanhol Sete Gibernau bem que tentou: largou na pole e se manteve na luta pela liderança até a última volta, lutando para adiar a decisão do título do Mundial de MotoGP para a próxima prova. Mas o italiano Valentino Rossi acabou levando sua oitava vitória no ano e sacramentou a conquista -pela quarta vez consecutiva- do título da mais importante categoria do motociclismo mundial.

 

Valentino Rossi comemora quarto título consecutivo no Mundial de MotoGP

   Rossi ultrapassou Gibernau no último giro para terminar a primeira colocação a prova. Foi sua quinta vitória na Austrália, a terceira consecutiva. "Foi um fim fantástico para uma temporada fantástica", afirmou Rossi. "Consegui passar por pouco na última volta, espero que os fãs tenham gostado", completou o tetracampeão.

   O italiano terminou a prova em 41min25s819, menos de um décimo de segundo à frente de Gibernau. O também italiano Loris Capirossi foi o terceiro colocado e completou o pódio. O brasileiro Alex Barros, que andou boa parte do tempo no terceiro posto, fechou o dia apenas na quinta colocação.

   Agora, Rossi aumenta seu currículo como um dos maiores vencedores da modalidade. O "Schumacher das motos" levou o último título da extinta categoria 500 cilindradas em 2001 e, desde então, não permitiu a nenhum outro piloto provar o status de campeão de MotoGP. Neste ano, Rossi foi para a Yamaha, deixando a tranquilidade de Honda para desenvolver uma nova máquina.

   Foi a segunda vez na história que um piloto faturou títulos consecutivos com equipes diferentes.

   Depois de cruzar a linha de chegada, Rossi ergueu o punho esquerdo e fez o "número um" com o dedo indicador. Depois, tentando acreditar na conquista do título, o italiano bateu com as duas mãos no capacete.

   Gibernau era o único que poderia tirar o título de Rossi na temporada, mas precisaria vencer as duas últimas provas do ano e deixar Rossi marcar no máximo 20 pontos. Com uma segunda colocação na Austrália, a fatura estaria liquidada para o italiano.

   "Foi frustrante porque não consegui andar do jeito que eu queria durante todo o fim de semana. Aconteceu alguma coisa (com a moto/que me deixou sem confiança nela", afirmou Gibernau. "Eu tinha uma boa velocidade nas curvas, mas não conseguia acelerar pra valer nas retas", completou.

   Nas 250 cilindradas, o espanhol Daniel Pedrosa chegou na quarta colocação e faturou o título também por antecipação. Sebastian Porto, da Argentina, venceu na Austrália. Andrea Dovizioso, que já havia conquistado o mundial das 125 cilindradas no último fim de semana, conquistou mais uma vitória.

(© UOL Esporte)


Rossi: "Se Honda vuole vincere mi deve riassumere"

Emozionato per il risultato, il campione di Tavullia festeggia con una maglietta su cui campeggia la scritta "che spettacolo"

Rossi sul podio

 

   PHILLIP ISLAND (Australia) - Dopo la doccia di champagne, Valentino Rossi si concede quella vera, rinviando le interviste alla serata, dopo essere passato per gli abbracci dei tifosi giunti dall'Italia e dei tanti che ormai ha anche da questa parte della terra. L'acqua lava via l'adrenalina, non il temperamento estroso e le battute. "E' bellissimo - esordisce - una bellissima sensazione vincere quest'anno. Perché pensavo, sinceramente, di riuscire a farlo in due anni. Pensavo ci volesse più tempo per mettere a posto la moto, di perdere metà del campionato. Invece siamo riusciti ad accorciare i tempi".

   "Merito mio - sottolinea Valentino - che ho dato indicazioni precise, ma anche della squadra che ha lavorato sempre con calma, in un modo semplice, logico e passo dopo passo. E della Yamaha che ha fatto grandi sforzi". Assecondandolo. "Mi è stata a sentire al 100%, poi sono riusciti a tradurre le mie indicazioni". Fin dai test invernali: "La stagione è iniziata in un modo incredibile a Welkom, sono riuscito a vincere subito. Poi ho incontrato difficoltà: sul bagnato, sull'asciutto. La Yamaha può migliorare".

   I momenti salienti dello sviluppo "nei test dopo la Francia, quando siamo riusciti a metterla a posto la ciclistica, poi ci siamo riusciti anche sul bagnato. Durante l'anno sono - svela - sempre arrivate delle cose nuove che hanno funzionato abbastanza bene, siamo riusciti ad essere sempre competitivi".

   Sei titoli, un grande annata. Nonostante i rivali. "Ho fatto un bel campionato, molto combattuto, l'avversario più duro e più costante è stato Gibernau. Anche Biaggi a sprazzi è andato forte ma sono riuscito a staccarlo". La mossa vincente la scova "nell'aver cambiato subito il tipo di motore, già dal secondo test, pure se quello nuovo appena arrivato andava piano anche se la moto si guidava bene". Grazie ai suoi tecnici.

   "Penso che Jeremy (Burgess, ndr) abbia cambiato il modo di lavorare in Yamaha. Il gran pregio della mia squadra è quello di stare sempre tranquilli. All'inizio mi sembrava difficile vincere con la Yamaha. Jeremy mi ha detto che la moto è solo un attrezzo e che era possibile modificarlo secondo le mie esigenze". E il grande pregio di Rossi? "Io ho usato la mia velocità. In qualche pista vado molto, molto forte e sono riuscito anche a risolvere qualche volta con la mia velocità i problemi della moto".

   L'emozione "fin dalla prima gara è stata subito forte. Forse anche più di quella che provo ora a mondiale vinto, ma ci vuole tempo per capire". Il momento più difficile "sicuramente il Qatar. Nelle altre gare ho avuto problemi: ricordo Jerez, la Francia, mi ricordo Rio, dove sapevo di dover fare una gara tranquilla e invece ho provato a spingere di più e, sbagliando, sono caduto. Il Qatar è stato il momento più brutto".

   Quando ha compreso che poteva vincere il mondiale con la Yamaha? "Dopo le tre gare - spiega Valentino - che ho vinto contro Gibernau al Mugello, Barcellona ed Assen mentre lui era in splendida forma. Andava fortissimo però sono riuscito a batterlo tre volte consecutive". L'anno prossimo "sarà - sorride - un'altra grandissima lotta. La Honda punterà su Biaggi e Gibernau, che sono stati i suoi piloti più forti, anche per lo sviluppo. Saranno anche più forti di quest'anno. Ma anche noi miglioreremo. Siamo partiti senza dati, senza riferimenti e non è stato facile. Per l'anno prossimo li l'abbiamo. Non bisogna fare il solito errore della Yamaha: alla fine dell'anno riesce ad arrivare vicino, poi la Honda fa un passo in avanti e lei no".

   L'ex marchio di Valentino per ora conserva il vantaggio "di avere ha un po' più di accelerazione - spiega Rossi - e il posteriore lavora meglio. Noi siamo molto veloci, agili. Secondo me la Honda va ancora un pelino meglio, però oggi sono riuscito a superare Gibernau in rettilineo". Ora Rossi può tornare sul perché di questa sfida. "Ho deciso di cambiare - sorride sornione - perchè sembrava che l'anno scorso io vincessi solo in quanto avevo la Honda. Questo luogo comune era diventato troppo per me. Primo motivo. Il secondo è stato che per dare il massimo avevo bisogno di stimoli. Con la Honda avevo vinto tre mondiali di fila, al massimo potevo starci due anni, ma se i successi sarebbero stati merito della Honda più ufficiale delle altre, le sconfitte perchè ero un somaro".

   Quali altri stimoli restano a Rossi? "Intanto di battagliare contro piloti così forti e contro moto come Honda e Ducati. Sono un grande appassionato di questo sport e ancora mi piace fare i test, mi dà gusto stare nel box e parlare con gli ingegneri". "Questo era un grande sogno - aggiunge - e l'ho realizzato. Mi piace correre in moto, mi da gusto, finche è così gli stimoli vengono da soli".

   La rivincita sulla Honda è presa, però Rossi spiega: "Per me non è importante battere la moto ma i piloti. Sicuramente mi piace molto - solleva un coro di risate - battere la Honda. Però non combatto contro la Honda, ma contro Gibernau, che è un pilota Honda. Se fosse un pilota della Ducati sarebbe lo stesso". Continua ad infrangere record, ad inseguire i grandi del passato. "Ogni pilota è differente. Mi piace essere Valentino Rossi".

   I rapporti con Sete Gibernau sono cambiati. "Il mio rapporto personale con Gibernau non deve importare agli altri - risponde seccato Rossi - è una cosa che riguarda noi. Il nostro rapporto in pista è una sfida, dura ma normale". E' già aria di festa. A Tavullia il parroco don Cesare ha suonato le campane. "Sì, stanno facendo festa, un peccato non essere lì...". Cosa consiglia alla Honda per riuscire a battere Rossi? "Di riassumermi!".

(© La Reppublica)

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